L’incuria di FIR e LIRE verso questa competizione -rassomigliante più ad un coacervo di concentramenti settimanali per tenere alto il ritmo-partita nel periodo del 6N che ad un minitorneo di blasone, peso e spessore- è davvero malmeritata.
Questo si evince almeno dal clima di FemiCZ Rovigo-Infinito L’Aquila, prima giornata della Coppa Italia 2007, vinta dai bersaglieri per 28-15.
Nonostante lo zero assoluto in fatto di pubblicità e promozione, la vecchia tribuna ovest, unica aperta ieri, ha accolto un discreto manipolo di spettatori (400 circa) ad assistere -per la maggior parte crediamo increduli- alla (forse) migliore prestazione stagionale da parte dei rossoblu.
Sarà per la mancanza di pressione di un S10 dalla classifica ancora pericolante per i bersaglieri, sarà per i numerosi turnover operati, ma -in campo con un’inedita casacca blu notte a righe rosse e con pantaloncini dello stesso colore, (somigliante alla livrea dell’Arma…)- i bersaglieri fanno vedere cose pregevolissime, soprattutto nei primi 40′, dal dominio davvero netto.
A cominciare dalla trasmissione, invero più fluida, e dall’efficacia del sostegno, con le terze linee in bella evidenza (Badocchi nel vivo del gioco, Barion finalmente reattivo sulle palle vaganti), Rovigo pone le basi per le prime due mete dell’incontro, a firma di Wyllie (letteralmente trasformato nelle ultime due prestazioni) con sgroppata di 50 m. dopo buco centrale e doppio offload proprio di capitan Barion, e di Rik Dolcetto -ripresosi al meglio dall’infortunio e ieri molto affiatato con il giovane e pimpante Parra- in seguito ad un doppio cambio di fronte nei 22 aquilani e riproposizione dalla chiusa per la penetrazione vincente del pilone rodigino.
Effervescente e molto fisico il giovane Flagiello, per un’ottima miscela in mediana assieme a Bustos, che sbaglia si 3 calci nel p.t. (2 trasformazioni ed un c.p., che nel s.t. quasi costano caro ai bersaglieri…) oltre a mancare due penaltouche piuttosto agevoli, tuttavia è presente in cabina di regia ed autore della pregevole terza meta di giornata, dopo finta e taglio interno per il bel toccato sotto i pali.
Pur se da verificare contro compagini sicuramente più solide e performanti, touche, mischie chiuse e percentuali sui ricicli lasciano intravedere il lavoro svolto dopo la sconfitta di Monigo, con un “Pericle” De Bialoskurski migliorato al lancio ed un Montalto che sfrutta al meglio l’occasione di visibilità concessa.
Verso fine tempo altre due belle occasioni da meta per i rossoblu, con Di Maura al solito in formissima (a quando una chiamata nell’Italia A?) lungo l’out destro per il soprannumero vanificato e Maloney per vie centrali (in avanti sull’offload).
Restano endemici i problemi di disciplina a gioco fermo, con ben 2 assegnazioni di ulteriori 10 m. per proteste su calci di punizione fischiati ai bersaglieri.
Bonacci di Roma dimostra di essere poco in giornata, quando commina 10′ all’incolpevole Gnesini, anziché a Bustos. Il rodigino la prende con filosofia, avviandosi incredulo e quasi sorridente verso la panca puniti.
Chiuso il primo tempo sul 17-3, nel secondo inizia la girandola di cambi, che vede Gaina applauditissimo fare il proprio debutto in rossoblu, subentrando a Salvan. Il neozelandese tocca pochi palloni, ha molta grinta ma appare ancora distante da una forma fisica accettabile.
Gli aquilani accorciano su c.p. e con la meta di Varrella su azione insistita del pack, Rovigo risponde al piede con Bustos e con pericolose sventagliate sui trequarti; bellissimo l’accumulo di fasi per il toccato di Furin, ieri guizzante e reattivo, apparso ai più regolarissimo ma annullato dall’arbitro dopo che il rodigino aveva toccato la linea con un piede.
Zanella toglie l’acciaccato Maloney per Oliviero -con Badocchi che passa in 2a- e da fiato alla prima linea: dentro Sclosa e Gatti per Dolcetto e Parra, con De Bialoskurski che shifta a pilone; alcuni errori di ball handling e due sviste arbitrali (due tenuti aquilani nei 22 rossoblu non visti…), con Rovigo in inferiorità numerica per il giallo ad Oliviero, danno coraggio a L’Aquila. Zanella rischia preservando Bustos, Di Maura (dentro i giovani Martinelli e Ferracin) e Wyllie (Aggio). Badocchi passa a n.° 8, Aggio flanker con Oliviero. La mischia rodigina subisce il contraccolpo e -su un’indecisione nell’ingaggio proprio da parte delle 3e rossoblu- Hostiè apre sull’out sinistro per il giovane Credo; meta in prima fase per l’incredibile rimonta; Mc Allister sbaglia la trasformazione (20-18).
Rovigo comunque c’è mentalmente e chiude la gara in crescendo, fisicamente e disciplinarmente; i giovani sfoderano un’ottima prova di maturità, con Martinelli sicuro nelle liberazioni al piede ed un Ferracin freddo nel subire il placcaggio in ritardo che costa a L’Aquila la seconda inferiorità numerica di giornata. A tempo scaduto, su penaltouche insistita nei 22 aquilani, il pack dei bersaglieri porta Gatti in carrozza oltre la linea, per la meta del bonus non trasformata da Martinelli.
TABELLINO:
Femi CZ Rovigo – Infinito L’Aquila 25-18 (p.t. 17-3); punti conquistati: 5-1
Marcatori: PT: 7′m Wyllie; 13′m Dolcetto; 27′m Bustos, tr. Bustos; 33′cp Peens. ST: 4′cp Peens; 19′cp Bustos; 25′m Varrella tr. Peens; 34’st Credo; 40′m Gatti
Femi CZ Rovigo: Di Maura (31’st Ferracin); Furin; Salvan (8’st Gaina); Pellegrini; Gnesini; Bustos (31’st Martinelli); Flagello; Wyllie (31’st Aggio); Barion; Badocchi; Maloney (13’st Oliviero); Montalto; Parra (20’st Gatti); de Bialoskursky; Dolcetto (20’st Sclosa). All: Zanella
Infinito L’Aquila: Peens (26’st Credo); Carpente; Varrella; Rotilio; Forucci; Mc Allister; Hostiè; Doria; Douglas; Cerasoli; Parisse; Du Toit; Bocchini (17’st Repola); Comperti (1’st Tagliavento); Tripodi (17’st Pettinari). All : Loader
Arbitro: Bonacci (Roma)
Ammoniti: Gnesini (Ro), Doria (Aq), Varrella (Aq), Oliviero (Ro)
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