Dal Resto del Carlino – Rovigo del 12/06/2007
Naufraga il tentativo di trasformare la società rossoblu in Cooperativa.
E’ FALLITO IL PROGETTO del Treno Rossoblu. Una decina di giorni fa Enrico Pizzardo aveva convocato tutti i club e associazioni che gravitano intorno alla Rugby Rovigo per creare una Cooperativa che prendesse in mano le sorti ex novo del club rossoblu. In pratica la nuova società, che sarebbe stata appunto una cooperativa, avrebbe acquisito gratuitamente i diritti sportiva della srl (cui sarebbe rimasta l’intera somma debitoria) e avrebbe rilanciato le sorti del rugby rodigino col propositi d riportarlo ai fasti del passato. Nonostante le assicurazioni date in una riunione, alla quale erano presenti anche il ds Umberto Nalio e il dg Giuseppe Melloni, sulla tra piena trasparenza dell’operazione e sul fatto che la “vecchia” dirigenza sarebbe stata disposta al passaggio di consegne qualcosa alla fine non ha convinto coloro che sono intervenuti alla riunione promossa dal Treno Rossoblu.
Così alla successiva riunione di venerdì scorso alla conta dei disponibili per poter fondare la cooperativa le adesioni non sono state sufficienti: in pratica non si sono trovate le nove persone disponibili a firmare davanti al notaio la fondazione della nuova cooperativa e quindi il Treno Rossoblu, preso atto della situazione, ha alzato bandiera bianca.
Rassegnazione e costernazione vengono espresse dal club presieduto da Enrico Pizzardo per non essere riusciti a coinvolgere un numero minimo di persone che avrebbero potuto contribuire a quella che veniva descritta come la rinascita rossoblu. Nel contempo, però, il Treno Rossoblu non intende nemmeno diventare il capro espiatoria per il fallimento di un operazione che, tengono ben a precisare, doveva vedere coinvolti tutti coloro che in qualche modo hanno gravitato o gravitano introno alla Rugby Rovigo per la ricostruzione della stessa società.
Si riparte ora da zero ma il tempo che rimane al 10 luglio, giorno in cui scade il termine d’iscrizione ai campionati, non è poi molto e quindi necessitano nuove soluzioni. Con una squadra ormai già predisposta (anche se manca il nome dell’allenatore) grazie al lavoro svolto dalla triade Taddeo-Nalio-Melloni che ha salvato la società nella passata stagione e che ne sta predisponendo una ancor più competitiva serebbe un vero peccato che utto andasse in fumo.
E la domanda che ora si pongono i tifosi la seguente: la Rugby Rovigo è davvero al capolinea?
os. pr.
La nostra opinione:
Riteniamo che quella del Treno Rossoblù fosse una lodevole iniziativa, sono però mancati i tempi necessari per effettuare un passaggio del genere, in pochi giorni è difficile compiere passi del genere.
A nostro modesto avviso è mancata comunque una certa chiarezza, fondamentale per avere la fiducia della gente e di possibili futuri soci sostenitori. Ci chiediamo se la proprietà della Rugby Rovigo era d’accordo sul “passaggio di consegne” e se il tutto era stato messo “nero su bianco” o se invece si sarebbe andati ancora una volta all’avventura. Ci chiediamo allo stesso modo se da parte della possibile cooperativa esisteva un minimo di programma societario o si aspettava di fare prima il passaggio e poi si sarebbe pensato al resto.
Ci auguriamo che il Treno Rossoblù continui in tutti i modi a restare vicino alla Rugby Rovigo come ha fatto fino adesso e magari programmando fin da ora un passaggio da effettuarsi magari chissà, la prossima stagione, ma con idee chiare e persone giuste al posto giusto.
Persone appassionate si, ma anche professionalmente preparate in tutti i settori che una società moderna deva avere all’interno del proprio organico. Con gente che opera con approssimazione e per la gloria (cioè a gratis…) non si va più da nessuna parte.
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