Note sparse sul post-Parma rossoblu – di Alberto G.

By rugbyrovigo.blog

A 48′ ore dal ritorno dalla prima trasferta (e giornata) rossoblu stagionale, ci sentiamo di dover aggiungere molto poco a quanto già brillantemente espresso da Omo de Rebi nella lettera inviataci ieri.
Diciamo anche PARADOSSALMENTE, dal momento che il nostro simpatico e (per ora) virtuale amico dice di non aver assistito al match.

Abbiamo visto un XV rossoblu troppo voglioso di dimostrare il proprio valore, ed è forse questo il difetto maggiore riscontrato in terra emiliana. Un atteggiamento teoricamente ammirevole, ma che a fronte delle assenze (Damiano, Bocchini, Britz, Mahoney) e delle precarie condizioni di alcuni effettivi (Bustos a mezzo servizio, Dolcetto tallonatore, Faliva non ancora al top) ha portato ad esiti oltremodo penalizzanti (il 34-7 non rispecchia a fondo quanto visto negli 80′). Rovigo ha avuto infatti la supremazia nel possesso per tutto il p.t., sviluppando gioco ed aprendo moltissimi palloni; un atteggiamento rivelatosi miope rispetto a ciò che i bersaglieri si trovavano davanti, ovvero un’Overmach balbettante se attaccata in profondità al piede. Tattica usata una sola volta da Scanavacca, il cui u&u ha -guarda caso- scaturito la bellissima meta di Calanchini. La frenesia nel voler giocare ogni pallone è stata deleteria soprattutto al 40′ (10-7), con Immelman a terra e Pizarro che, anziché mettere in touche per il rientro in spogliatoio, ha contrattaccato finendo per regalare la meta del 17-7. Ingenuità che, assieme ad altre, è costata carissima.

Molto bene Immelman finchè è stato in campo: sempre presente nel gioco a terra e validissimo in touche, meno bene Ayala (il cui recupero appare ancora lontano dal 100%), uno dei rossoblu più focosi e meno lucidi, autore del calcio di liberazione sul lato sbagliato che ha portato alla 4^ segnatura parmense. I gialloblu appaiono comunque già da ora una squadra ad immagine e somiglianza di Cavinato: non bella da vedere ma sorniona, molto concreta e cinica. 3 delle 4 segnature sono infatti capitalizzazioni di errori marchiani commessi dai bersaglieri.

Per il resto Rovigo ha utilizzato il coraggioso e valente Pizarro come percussore al centro del campo, ma senza sapergli fornire un sostegno adeguato; da qui molte azioni sfumate per tenuto. Basson ha voluto contrattaccare quasi ogni pallone, isolandosi spesso dai compagni con linee di corsa da rugby seven e costringendo la squadra a sforzi supplementari per la conservazione del pallone. Il sudafricano (ottimo al piede, tranne che nella preziosa penaltouche non trovata poco prima del 40′), ha qualità che appaiono indiscutibili e deve essere messo al servizio della squadra. Quando si è inserito restando vicino a chi gli dava sostegno ha dato il La ad azioni interessanti. Bene tutto il pack rossoblu, finchè ha tenuto atleticamente, ed una nota positiva a Faliva per il piglio con cui ha fronteggiato Staibano.

Appare poi fondamentale trovare gli automatismi e l’amalgama per risolvere i problemi di copertura del campo, defaillance rossoblu già vista nelle amichevoli estive ed abilmente sfruttata dall’Overmach, oltre ad un minimo di rigore e fosforo nelle scelte di gioco e nell’interpretazione degli episodi: sconcertante non piazzare davanti ai pali sul 17-7, per cercare invece la giocata veloce (Scanavacca); azione poi sfumata per in avanti dopo un logorio fisico degli avanti durato 5′. Quella è stata la vera svolta del match, mentre dal capitano rossoblu ci si attende freddezza e lucidità.

C’è quindi parecchia carne al fuoco su cui lavorare, in vista del derby interno di sabato prossimo con il Petrarca. Appuntamento che, se ben preparato anche e soprattutto nel suo valore ’simbolico’ e motivazionale, potrebbe essere un’ottima medicina per i bersaglieri. Ci sembra un fatto indiscutibile come pochi altri, oltre a Brunello e Brizzante, siano in grado di tradurre il concetto di ‘derby’ alla rosa rossoblu.

Nota a margine: bellissima la risposta della città ai movimenti della Cooperativa: a Parma il tifo rossoblu era in netta maggioranza numerica e di decibel. Il blog si augura che, dopo questa prima sconfitta, l’ambiente rodigino abbia la lungimiranza e pazienza adatte al momento che la Rugby Rovigo sta attraversando. Certe frasi disfattiste, certe disamine fatte un tanto al chilo come se non si fosse vista la partita, udite in tribuna a fine gara e su qualche giornale i giorni successivi, mal si confanno ad una piazza a cui 70 anni di storia dovrebbero aver insegnato qualcosa. Quel che è certo è che per la prima volta in quattro anni (stagone 2003/04, Marzio Zanato allenatore), la Rugby Rovigo ha una “guida tecnica” vera e propria, che sta lavorando e facendo lavorare duro i giocatori per dare si un gioco, ma soprattutto una PERSONALITA’ alla squadra rossoblu.

Tag: , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

Lascia una Risposta