Nella casa di un Highlander – di Chiara C.

By rugbyrovigo.blog

Era un qualcosa che sentivo dentro di me. Che un giorno sarei tornata in Scozia. Ed è accaduto dopo nemmeno molti mesi. Questa terra di cavalieri, leggende e castelli, che sembra non appartenere nemmeno al nostro mondo, doveva tornare a regalarmi dei giorni indimenticabili.
Siamo partiti in tre, io, Cristiana e Alberto, con uno scopo: assistere allo stadio di Murrayfield di Edimburgo al Sei Nazioni. La partita, Scozia-Francia, aveva forse un esito un po’ scontato… ma l’ambiente e la festa andavano assolutamente vissuti. Un’ondata di persone si avvicinava gioiosamente allo stadio quel giorno, persone allegre, persone sorridenti, uomini in kilt e donne agghindate nei colori della loro nazione. Probabilmente noi tre (più Raffaele) eravamo gli unici italiani, confusi tra festosi scozzesi e chiassosi francesi, persi nel suono delle cornamuse. La festa si è svolta, così come la partita, non particolarmente bella, ma indimenticabile.
In realtà il progetto del nostro viaggio in terra gaelica nascondeva uno scopo ulteriore, indubbiamente più singolare dell’incontro del Sei Nazioni: si trattava di attraversare la magica Scozia in automobile e raggiungere Loch Ness ed ancor più su l’interno dell’estrema punta scozzese. Certamente la vera Scozia… quella delle lande desolate, della brughiera battuta dal vento gelido dell’inverno, quelle terre dove i cavalieri e le leggende sembrano prendere vita da un istante all’altro… Ma lassù, in un minuscolo villaggio sperduto ci attendeva qualcuno che a Rovigo nessuno ha dimenticato. Qualcuno che fa parte della nostra storia rugbistica e che ricambia l’affetto della città in mischia. Nairn MacEwan, colui che ha allenato i Bersaglieri per due stagioni negli anni ottanta, quel signore che si sedeva in panchina durante le partite con la sua coperta scozzese, quel signore che passeggiava in kilt per le vie della nostra città. Un uomo che, come molti altri, ha lasciato un ricordo bellissimo costruendo una parte della nostra storia rugbistica.

Nairn ci ha accolto sulla porta di casa, non è cambiato poi così tanto… certo, sono trascorsi tanti anni, ma lui è rimasto riconoscibile. “Questa è una vera casa di highlander” ci ha detto subito. E ci ha mostrato oggetti, stendardi, stemmi… Anche le fotografie della sua famiglia, oltre che immagini dei tempi in cui giocava a rugby. Ci ha fatto indossare persino i suoi cappelli scozzesi! Nairn è stato delizioso, ci ha fatto accomodare nella sua veranda affacciata verso il fiume che, apparentemente immobile, scendeva giù, verso la valle, verso i paesi e le città. Ci ha offerto salmone e biscotti d’avena, il tutto innaffiato dal whisky, ovviamente! Nairn ha ricordato tantissimi personaggi, Paolo Ferracin, il Biso, Nino Rossi….. Ci ha chiesto del Rovigo di adesso, di Andrea Scanavacca, della Nazionale Italiana. E come un vero Bersagliere di allora non ha scordato la durezza degli scontri con il Petrarca, il forte desiderio di vincerlo sempre, questo Petrarca! Così… quasi preoccupato ci ha persino chiesto: “Non siete padovani, eh!?”.
Come si può dimenticare questa giornata? Vedere Nairn che, sulla porta, ci salutava con la sciarpa del Rovigo al collo in quella sperduta “casetta di highlander” è stato come riaprire il libro impolverato della storia della Rugby Rovigo. Se poi ci torna alla mente che ai tempi di Nairn noi tre eravamo bambini, lui abitava dietro a casa nostra e da lui ci si andava a cantare la “chiarastella”… si deve di certo guardare al futuro rossoblù, ma non ci si può chiedere di lasciar perdere il passato….

Nelle foto (di Alberto G.):
1: Nairn posa con Chiara, Cristiana ed Alberto, nel salotto della sua croft house appollaiata nel bosco, entroterra occidentale delle Highlands scozzesi.
2: la veranda nella croft house di Nairn MacEwan, completamente immersa nella natura circostante.

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7 Risposte a “Nella casa di un Highlander – di Chiara C.”

  1. Luca Dice:

    complimenti! deve essere stata sicuramente una giornata indimenticabile.

  2. Cica Dice:

    Già .. non la dimenticheremo mai …

  3. Zazza Dice:

    MITO!

  4. Jon Lord Dice:

    Ora voglio piangere…

  5. Omo de rebi Dice:

    Bonasera.
    A gò ‘n’emozion ca s’è ‘na roba granda.
    Ve saeudo

  6. riccardo Dice:

    Cia o ragazzi, ho visto i vostri commenti sulla partita: BELLISSIMA ESPERIENZA! A novembre andrò a edinburgo a vedere sud africa scozia. Pensavo di prendere i biglietti nella “tribuna est”.
    Si vede meglio nella sezione superiore o quella inferiore?
    Grazie in anticipo per la risposta

  7. rugbyrovigo.blog Dice:

    Ciao Riccardo,
    sicuramente l’east stand, essendo più vicino al campo, è la tribuna migliore in cui vedere una partita a Murrayfield. Al secondo anello si è un bel pò altini e distanti dal campo di gioco, mentre all’anello inferiore la vista è straordinaria.

    Saluti rossoblu,
    La Redazione.

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