Al “Flaminio” di Roma, ultima giornata del 6 Nazioni 2008, gli azzurri battono immeritatamente la Scozia per 23-20 grazie ad un drop di Andrea Marcato al 79′, evitando così il whitewash ma aggiudicandosi invece il cucchiaio di legno (per evitarlo avrebbero dovuto imporsi con almeno 5 punti di scarto). Nick Mallett in lacrime al fischio finale. Le dichiarazioni trionfalistiche da parte dei ’soliti’ media presenti al “Flaminio” e dei ’soliti’ giocatori non lasciano però ben sperare rispetto al tanto e duro lavoro che ancora attende questa squadra ed all’inadeguatezza di alcuni suoi elementi.

La Nazionale Italiana ha di certo vendicato la beffa subita a Saint Etienne nello scorso Settembre, ma c’è poco di che gioire per quanto messo in mostra dagli azzurri nell’arco degli ultimi 80′ del Torneo. La Scozia aveva segnato 1 sola meta nelle precedenti 4 gare del 6N 2008, rifilandone invece ben 2 all’Italia quest’oggi.
‘Pronti, via!’, ed è proprio l’Italia a conquistare possesso e terreno. Pur senza strafare, la nazionale sfrutta la superiorità in prima linea; Marcato manda a lato un c.p.
Come nel resto del match, non appena gli azzurri pressano, ecco giungere limpide occasioni da meta: Picone ostacola Blair nell’uscita di un pallone da mischia. Il mediano prolunga al piede, Masi è fermato a pochi centimetri, quindi è Bortolami a sprecare tutto raccogliendo malamente il pallone dalla ruck formata. Poco dopo è Robertson a liberare la propria velocità sull’out destro; calcio a seguire, Paterson è braccato e concede una mischia a 5 m. Dopo un primo reset, il pack azzurro prende il vantaggio nell’engage, la Scozia crolla ed è meta tecnica.
Gara in discesa? Tutt’altro. L’Italia dimostra di non avere né leaders (Parisse a parte) nè maturità per gestire la gara; alla vigilia tutti si attendevano un xv azzurro propenso a muovere palla ed una Scozia invece prona al dogma del pick & drive. La mediana tricolore conferma la propria scarsa affinità, Masi non è lucido nelle scelte, riceve palloni da fermo e regala troppi possessi al piede. Sono così gli scozzesi ad inanellare fasi su fasi, sulle rucks avversarie va in scena la solita ‘morbidezza’ azzurra, al largo Del Fava manca un placcaggio, gli azzurri sull’out si fanno assorbire ed è troppo facile la segnatura di Hogg. E’ il 20′ (7-7).
L’Italia non si scuote, va anzi in difficoltà sul centro nevralgico della gara (come anticipato su queste pagine): i punti d’incontro. Troppo facili le pulizie scozzesi (Zanni e Sole per nulla reattivi), problematiche quelle azzurre. A ridosso dell’inversione di campo Parks e Marcato giocano a ping-pong (10-10), ma l’incredibile deve ancora accadere: gli highlanders inanellano fasi nella metacampo azzurra, la linea di difesa italiana è lenta sia nelle salite che nei ripiazzamenti. Imbarazzante la facilità con cui Blair raccoglie alla base di una ruck (nessuna guardia azzurra) e buca dritto per dritto indisturbato sotto i pali a tempo scaduto (10-17).
Il secondo tempo conferma l’andazzo di una partita francamente brutta: la Scozia è poca cosa, l’Italia ancor meno. Paterson e Parks non trovano di meglio che calciare lunghi ed inutili u&u per ‘testare’ un sicuro Marcato, mentre gli azzurri confermano i difetti evidenziati nelle precedenti gare: centri difensivamente deboli nell’1 vs 1 ed evanescenti in attacco, scarsa aggressività nella salita difensiva, mediana incolore, nessun elemento del pack lanciato con palloni all’altezza. Il risultato (ovvio) è che più la formazione di Mallett accumula fasi, più la linea del vantaggio si allontana. Che Masi -ancora una volta esposto ad una figura ingenerosa in un ruolo che non è il suo- sia progressivamente svuotato lo conferma un calcetto a scavalcare telefonatissimo sulla linea dei propri 22 m., con gli scozzesi in sovrannumero nel recupero del pallone.
L’ex-giocatore rossoblu cambia tutta la prima linea (dentro Ongaro, Nieto e Perugini). Se non altro, il XV azzurro ne guadagna in freschezza. Canale e Robertson si ostacolano su un pericoloso calcetto a seguire da parte dell’italoargentino ed è sempre Parisse a trascinare la propria squadra. Encomiabile il n.° 8 azzurro sia nella copertura del triangolo allargato, sia nella quasi ubiqua presenza offensiva, sfinito fisicamente ma non mentalmente già a ridosso del 50′.
Non è un caso che, a gara arenatasi ma con ancora 20′ davanti, sia proprio il capitano azzurro ad inventare: la Scozia muove palla sull’out sinistro nei 10 m. dell’Italia, Parisse sale ed intercetta pulito il pallone; il n.° 8 azzurro è sorretto dalle gambe nello sprint fino ai 22 metri, ma tanto basta per vedere rinvenire il sostegno di Canale e Bergamasco al centro del campo. Il passaggio verso sinistra è impreciso con la palla che batte a terra e rimbalza nelle mani del centro italoargentino. Meta in mezzo ai pali e l’Italia pareggia (17-17), pur subendo il gioco scozzese.
Mallett cambia mediana (Travagli per Picone, Patrizio per Masi, sofferente al polpaccio già nella vigilia, Marcato ad apertura, Galon ad estremo, Canale all’ala e Patrizio a centro); basta poco e l’Italia mette avanti la testa: Paterson rinvia al piede su Marcato, che cerca la pressione di Strokosch, in fuorigioco. Da 40 m. il padovano/biancoverde converte per il vantaggio azzurro (20-17), effimero e momentaneo per colpa di Perugini e merito del cyborg Paterson, che 2′ dopo mette il proprio 34° c.p. consecutivo per un pareggio che sembra definitivo (20-20 al 32′).
Invece il xv d’Italia si aggrappa alla propria maul. Galon trova una penaltouche sui 22 m.; la cassaforte azzurra produce un buon pallone, gestito da Canale sul lato opposto. Masi e Nieto a riproporre l’azione con due pick and drive, fermati sui 5 m. ospiti. Travagli ha un pallone pulito, veloce e senza pressione; vorrebbe aprire sul lato chiuso, esita e scarica invece a Marcato che, a 30” dalla sirena in posizione centrale, spara il drop della vittoria.
Tabellino:
Italia-Scozia 23-20 (10-17)
MARCATORI: p.t. 12’ m. tecnica Italia tr. Marcato, 20’ m. Hogg tr. Paterson, 25’ c.p. Parks, 36’ c.p. Marcato, 41’ m. Blair tr. Paterson; s.t. 20’ s.t. Canale tr. Marcato, 30’ c.p. Marcato, 32’ c.p. Paterson, 39’ drop Marcato.
ITALIA: Marcato; Robertson, Canale, Mi. Bergamasco, Galon; Masi (21’ s. t. Travagli), Picone (23’ s.t. Patrizio); Parisse (cap.), Zanni, Sole; Bortolami, Del Fava (7’-13’ s.t. Erasmus); Castrogiovanni (17’ s.t. Nieto), Ghiraldini (28’ s.t. Ongaro), Lo Cicero (17’ s.t. Perugini). All. Mallett.
SCOZIA: Southwell; Danielli (6’ p.t. Henderson), Webster, Morrison, Paterson; Parks, Blair (cap.); Taylor, Hogg (30’ s.t. K. Brown), Strokosch; MacLeod (12’ s.t. White), Hines; Murray (17’ s.t. C. Smith), Thomson (12’ s.t. S. Lawson), Jacobsen (17’ s.t. Dickinson). All. Hadden.
ARBITRO: Owens (Galles).
NOTE: spettatori 30.000. Gialli: nessuno. Calci: Marcato 4 su 6 (10 punti); Paterson 3 su 3 (7 punti), Parks 1 su 1 (3 punti).
Uomo del match: Strokosch
Le pagelle del blog:
Marcato 7
Robertson 5,5
Canale 5
Mi. Bergamasco 5
Galon 5,5
Masi 5-
Picone 5,5
Parisse 7,5
Zanni 5
Sole 5
Bortolami 5,5
Del Fava 5,5
Castrogiovanni 7
Ghiraldini 6,5
Lo Cicero 5,5
Nieto 6
Perugini 5,5
Ongaro s.v.
Erasmus s.v.
Travagli 6
Patrizio s.v.
Nella foto (6nations.com):
Andrea Marcato, uno dei migliori in campo oggi contro la Scozia, ha appena calciato il drop che cancella lo ‘0′ dalla casella delle vittorie azzurre al 6 Nazioni 2008.
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15 Marzo 2008 alle 9:53 pm |
Siccome mi piacciono i facili entusiasmi ESULTO PER LA VITTORIA!!!
Vincere giocando male è sempre meglio che perdere giocando quasi decentemente!
Marcato è sempre più il mio idolo e spero che nessuno lo schiodi più dal 10, poi gli altri (Parisse escluso) erano un po’ sottotono, ma secondo me la vittoria ha dato il morale e la convinzione per poter fare bene ancora. :)
16 Marzo 2008 alle 10:16 pm |
Mi accodo a Flos… sempre meglio vincere giocando male…
Certo che pensare la cucchiaio di legno fa molta tristezza…
17 Marzo 2008 alle 10:42 am |
Forse sarà proprio questo disfattismo che impedisce a noi rodigini di tornare in alto ….. abbiamo vinto giocando male e con l’attenuante di aver disputato in torneo pochi mesi dal mondiale e con l’allenatore nuovo.
Spero anch’io di non veder più Masi col nr.10, ma tutto sommato sono contento di come sono andate le cose in quanto Mallet è riuscito a fare tre cose:
1- evitare il cucchiaio di legno in un anno con il calendario non favorevole (3 trasferte)
2- “lanciare” nel gruppo nuovi giocatori che adesso hanno rotto il ghiaccio e sono “Azzurri 100%”: Ghiraldini, Galon, Marcato, Picone, Travagli
3- creare una rosa potenziale che per età media teoricamente può arrivare così com’è al prossimo mondiale
Ciò non toglie che spero di vedere presto un’Italia di un altro spessore, il prossimo anno certi meccanismi saranno sicuramente più collaudati, Mallet avrà un panorama più chiaro dei giocatori, la coppia mediana Travagli-Marcato avrà un anno di esperienza in più e dulcis in fundo il calendario sarà dalla nostra: 3partite in casa + scozia a glasgow… forza ragazzi, su con il morale e testa alta… essere rodigini significa avere “il palato rugbisticamente molto fine”, ma cerchiamo comunque di apprezzare gli sforzi ed i risultati dei nostri ragazzi in azzurro…
17 Marzo 2008 alle 11:07 am |
La partita è stata semlpicemente entusiasmante!!!
La squadra ha fatto grandi progressi! (Ho visto partite ben peggiori)
E non ci resta che gioire felici della bella conclusione di Marcato!!!
17 Marzo 2008 alle 3:01 pm |
L’Italia ha vinto avuto un gran dedrè.
La cosa più bella è stata la grande festa del Sei Nazioni con Roma invasa dagli scozzesi che io adoro. Bellissimo weekend.
17 Marzo 2008 alle 5:40 pm |
Italia e Scozia hanno dimostrato per l’ennesima volta di essere allo stesso livello e quindi la partita non poteva che essere decisa da un episodio. Mi fa piacere che il drop decisivo lo abbia segnato Marcato.
17 Marzo 2008 alle 5:56 pm |
ah… dimenticavo… comunque il cucchiaio di legno l’abbiamo evitato: da tradizione viene assegnato a chi chiude il torneo con tutte sconfitte (cioè 0 punti in classifica) e non all’ultimo arrivato
17 Marzo 2008 alle 8:53 pm |
X alcatraz:
ci sono molte controversie riguardo il cucchiaio di legno. Su wikipedia è comunque riportato quanto segue:
“The Wooden Spoon is awarded to the team who finishes at the bottom of the table in the RBS 6 Nations held every year between Wales, France, Ireland, Italy, Scotland and England. No physical wooden spoon exists or has ever existed in the case of rugby, however.
Such is the stigma of the award that the ‘winners’ will sometimes claim that the Wooden Spoon should only be held by those who win no games at all, but this achievement is properly known as a whitewash.”
Quindi: CUCCHIAIO = chi arriva ultimo; WHITEWASH = chi non vince nemmeno una gara.
18 Marzo 2008 alle 12:32 pm |
Eviva, l’Italia la ga vinto, i tosati, come ga dito Parisse, i xe zovani, e ve dirò cari amighi rossi e blu, go na gran fiducia nel gruppo ca xe drio vegnere su! La prima linea l’è la migliore del 6 nazioni, la mediana la pole solo cressare, portemose a casa sto sculiero de legno sperando chel sia l’ultimo (ghe xe diverse interpretazion a chi darlo, ma l’italia a parte l’ultima partia, la se lo ga merità sto sculiero ostia)! Adeso ritaca e super diese, tutti al battaglini e forza Rovigo! Ciao a tuti!
18 Marzo 2008 alle 5:10 pm |
però ho letto anch’io (Su libro scritto sa Zavos mi pare..)che il cucchiaio di Legno viene dato a chi ha perso TUTTE le partite … mah…
21 Aprile 2008 alle 8:13 pm |
a parte il piccolo dettaglio che MArcato è il mio dio….
forse la nostra ultima prtita non era la migliore….ma altre (per esempio quella con l’Inghilterra) le abbiamo giocate bene e avremmo potuto vincere…quindi l’ulitma ce la siamo meritata!!!