S10 - La ‘finale scudetto’ rossoblu

Sono 80 i minuti che separano i Bersaglieri dall’addio stagionale al proprio terreno di gioco ed ironia della sorte vuole che sia per il secondo anno consecutivo l’Almaviva Capitolina - allenata dall’ex-fuoriclasse aquilano Massimo Mascioletti - a porsi tra i rossoblu ed il proprio obiettivo stagionale.
Lo scorso anno una meta mozzafiato di Bacchetti, al 4′ di recupero, fece infatti esplodere la tensione accumulata in un campionato soffertissimo, garantendo la salvezza alla squadra rossoblu, complice l’autogol clamoroso compiuto proprio dai neroverdi abruzzesi.
Domani, invece, la squadra del Presidente (ex-rossoblu) Claudio Tinari sarà impegnata a saggiare le ambizioni europee della FemiCZ, in quello che può essere tranquillamente considerato un vero e proprio spareggio in tal senso.
Opposti, come nella sfida della passata stagione, gli umori delle due formazioni: da un lato una Capitolina in arrivo da tre gare di fuoco - contro Overmach, Viadana e Treviso - nelle quali ha reso difficilissima la vita a tre formazioni con ambizioni scudetto riuscendo ad imporsi sui parmensi, cedendo di soli 6 punti in terra mantovana e venendo infine beffata al “Flaminio” dai leoni trevigiani in pieno recupero, dovendosi accontentare ancora una volta di un punto di bonus.

E’ da rilevare comunque come la squadra della capitale, nel girone di ritorno, abbia potuto affrontare in casa tutte le formazioni più forti, escluso Viadana, riuscendo a trarre quasi il massimo da tale indubbio vantaggio (16 punti in 7 giornate, a fronte dei 15 conquistati dai rossoblu), lasciando il via libera sul proprio terreno solamente ad un Calvisano lanciatissimo (6-23 alla prima di ritorno) ed al Benetton, salvato - come detto e come spesso accade - da un’invenzione di Williams a tempo scaduto.
Da parte polesana il cammino nel girone di ritorno è stato di segno inverso, con le più forti da affrontare in trasferta (tranne Overmach e Viadana) ed alcuni preziosi punti gettati al vento (a Padova e Parma, sponda Gran), anche a causa di infortuni e cali di forma di alcuni elementi chiave, recuperati i quali il gioco rossoblu è di nuovo decollato, complice il finalmente evidente inserimento delle qualità di Stefan Basson nella pericolosa linea arretrata plasmata da Brunello, anche grazie alla quale la FemiCZ ha potuto imporsi su Viadana e Catania in casa, oltre a seminare i presupposti poi non raccolti nella sconfitta di sabato scorso con il Gran.

In questa ed altre gare i Bersaglieri sono stati traditi dalla mancanza di abitudine all’alto livello, ossia alle ‘partite secche’, gare chiave da vincere a tutti i costi per dare una svolta inaspettata alla stagione. E’ accaduto in casa con Calvisano ed Overmach, in trasferta a Catania, Padova e Parma, ove i Bersaglieri sono mancati nell’approccio alla gara e nella gestione del match; prove che possono far nascere qualche rammarico per il mancato raggiungimento di risultati appunto inaspettati solo nello scorso Settembre, ma che in ogni caso non riescono a rovinare un bilancio stagionale estremamente positivo e decisamente superiore alle ambizioni estive della Società, che aveva costruito - di concerto con il tecnico Massimo Brunello - una rosa per una salvezza tranquilla.
Invece i rossoblu, con il budget minore del Super10, una squadra costruita quasi da zero in Luglio, guide societaria e tecnica nuove di zecca - e condizionati dalla sfortuna che ha bersagliato per gran parte della stagione il tallonatore Luke Mahoney, ciliegina sulla torta del mercato rossoblu - hanno potuto salire sino al quarto posto in classifica, battere sul proprio terreno Petrarca, Treviso e Viadana e conquistare due successi esterni, senza contare le vittorie gettate al vento a Catania e Parma, oltre allo scippo subìto in quel di Viadana.
Ma il risultato più grande ottenuto dalla nuova Rugby Rovigo ci sembra piuttosto un altro: essere riuscita a tornare a far divertire il pubblico rodigino, attraverso una squadra capace di creare un godibile volume di gioco, scendendo in campo in pieno spirito rossoblu come non si vedeva da anni, oltre a dare la possibilità ai tifosi polesani di parlare unicamente di rugby giocato, senza ansie di instabilità societaria e finanziaria.
Sulla stupenda torta preparata da Agosto ad oggi manca ora una grossa ciliegia rossoblu, che i Bersaglieri possono apporre domani, imponendosi nella propria “finale scudetto” sull’Almaviva Capitolina, in quella che appunto sarà un’altra prova di maturità richiesta ai rossoblu.

Il xv romano sarà infatti squadra decisamente diversa da quella battuta nell’ormai leggendaria “battaglia navale” del Gennaio scorso, che la squadra del Presidente Tinari aveva dovuto disputare priva dell’imponente terza linea Soqeta, del tallonatore Machado, dell’estremo Devcich, con Sepe e Toniolatti a mezzo servizio.
Una squadra che fa del pacchetto la propria arma migliore, capace di vincere la contesa con i primi otto uomini di Petrarca ed Overmach, mettendo in grossissima difficoltà Viadana, Treviso ed all’andata pure la FemiCZ; quest’ultima in grado di tamponare l’avanzata degli uomini di Mascioletti grazie anche alla quasi impraticabilità del terreno di gioco del “Flaminio”. Una circostanza che non si ripeterà domani, quando al “Battaglini” - sotto la direzione di Damasco (Napoli), coadiuvato da Pennè (Milano), Bonaccorsi (Prato) e dal quarto uomo Zanette (Udine) - vigeranno condizioni diametralmente opposte, con sole, caldo, umidità e terreno di gioco asciutto a farla da padrone; contingenze che costringeranno gli avanti rossoblu ad una prestazione di grossissimo sacrificio, con il possibile schieramento in 2^ linea di Marco Barion e lo spostamento di Lodie Britz a flanker. Il tutto per avere un pack meno dinamico ma sicuramente più adatto al contenimento delle maul avversarie. In difesa al piede spetterà a Basson e German Bustos concedere ai romani il minor numero possibile di rimesse laterali nei 22 m. rossoblu, mentre l’apertura di Mendoza orchestrerà presumibilmente il gioco offensivo lontano dai punti d’incontro, dove la Capitolina appare temibile grazie al trittico Soqeta/Vermaak/Llanos, con Goodwin in ripresa e pronto a disposizione.
Il xv rossoblu dovrebbe ricalcare in massima parte quello visto all’opera sabato scorso, con il probabile rientro di Juan Cruz Legora dal 1′ ed alcune incognite legate allo schieramento in terza e seconda linea.
Sempre online la petizione promossa da RugbyRovigo.blog per dire NO allo spostamento del monumento di Cesare Zancanaro dedicato a Mario ‘Maci’ Battaglini nella rotatoria di Viale Porta Adige a Rovigo, deliberato dal Comune di Rovigo.
Troverete la petizione da leggere e firmare cliccando qui:
http://www.petitiononline.com/maci/petition.html
Nelle foto:
1: 25-04-2007: Andrea Bacchetti, al 4′ di recupero, sigla la prima meta in Super10 della propria carriera, sancendo la permanenza nella massima serie per la Rugby Rovigo. 3′ prima, German Bustos aveva portato in vantaggio i rossoblu con un drop da 40 m. (foto Fabio Viscardini).
2: Pablo Calanchini - vero beniamino rossoblu - va via ad un avversario, sostenuto da Pastormerlo e Mahoney, nella sfortunata sfida di sabato scorso contro il Gran Parma (foto Analìa Pavàn, rugbyfun.com.ar).
3: Lodie Britz e Luke Mahoney sbarrano la strada a Candiago, nella vittoria rossoblu di due settimane fa contro il Casinò di Venezia. I due stranieri, nel corso della stagione, sono divenuti vere e proprie pietre angolari del pack rossoblu (foto Tommaso Moretto).
4: una maul durante la gara Gran-Rovigo giocata sabato scorso al “Lanfranchi”. Fase di gioco, questa, in cui i rossoblu hanno incontrato le maggiori difficoltà durante tutto l’arco della stagione (foto Analìa Pavàn, rugbyfun.com.ar).
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