Il Samurai Van der Merwe trionfa al Middlesex Sevens di Londra

15 agosto 2010

Impresa storica del club a sette ad invito più prestigioso al mondo, gli URL Samurai International, che attraverso una line-up da brivido comprendente l’ex rossoblu Schalk Van der Merwe conquistano per la prima volta nei loro 14 anni di vita uno tra i più antichi tornei di rugby a sette dal mondo, il Middlesex Sevens, svoltosi a Twickenham il 14 agosto.

Capitan Marius Schoeman (Springboks 7s), ha guidato alla vittoria una squadra in gran parte composta da nazionali sudafricani (ben 6), tra cui Van der Merwe e l’ex lagunare MJ Mentz, oltre ad un nazionale fijano (Kamea), due kenioti (Injera e Kayange), un tasmaniano (Bright), il condottiero neozelandese Lawrence ed il funambolo portoghese Leal.

Da brividi la finale, rivincita della scorsa edizione che aveva visto vincitori i London Irish. Sul terreno bagnato i Samurai partono forte con la meta di Schoeman, ma subiscono l’affiatamento e la classe dei verdi, guidati da Hogdson e Delon Armitage, che mandano dentro Joseph (5-5).  Ancora Hogdson ad orchestrare la meta del giovane Yarde (5-12). A questo punto ad uscire è però l’esperienza individuale della selezione ad invito, che si aggrappa ai fondamentali e meglio si adatta alla condizione scivolosa e pesante: un crosskick telecomandato nelle mani di Injera vede il sostegno di Delport per il 10-12. Quindi è proprio Injera a finalizzare un possesso conquistato sulla rimessa in gioco successiva alla precedente marcatura (15-10). Il giallo a Yarde per placcaggio alto di certo non aiuta gli Irish, anche sfortunati nell’esito del calcetto a seguire che a tempo scaduto avrebbe potuto mandare in meta Delon Armitage, assicurando ai verdi il mantenimento del trofeo.

TUTTI I RISULTATI:

PRIMA FASE:
London Irish – Leicester Tigers 31-7
HFW Wailers – Exeter Chiefs 14-19
London Wasps – Newcastle Falcons 21-7
Saracens – England’s Help for Heroes 5-10
The British Army – Gilbert Pups 19-5
Kenya 7s – Leeds Carnegie 19-12
Wales Amser Justin Time – Harlequins 19-34
White Hart Marauders – ULR Samurai International 5- 38

QUARTI DI FINALE – PLATE:
Leicester Tigers – HFW Wailers 7-43
Newcastle Falcons – Saracens 17-0
Gilbert Pups – Leeds Carnegie 33-5
White Hart Marauders – Wales 7-24

QUARTI DI FINALE – CUP:
London Irish – Exeter Chiefs 26-7
London Wasps – England’s Help for Heroes 12-10
British Army – Kenya 28-5
Harlequins – ULR Samurai International 12-19

SEMIFINALI  – PLATE
HFW Wailers – Newcastle Falcons 19-24
Gilbert Pubs – Wales Amser Justin Time 14-31

SEMIFINALI – CUP:
London Irish – London Wasps 22-0
ULR Samurai International – British Army 29-0

FINALE – PLATE:
Newcastle Falcons – Wales Amser Justin Time 14-10

FINALE – CUP:
ULR Samurai International – London Irish 15-12

IL MIDDLESEX SEVENS:
84 gli anni di storia della competizione, sorta nel 1926 ad opera del Dottor J.A. Russell-Cargill, scozzese di stanza a Londra. Inizialmente previsto come evento di chiusura della stagione rugbystica dell’emisfero nord (maggio), il torneo si è spostato ad evento di apertura nel 2001, complice l’influenza di date e disponibilità di giocatori nell’era professionale.

Evento a carattere di beneficenza, nel proprio fondo beneficiario il Middlesex vanta la raccolta di oltre 10 milioni di sterline nella sua lunga attività.

Inizialmente costretto a selezioni, a causa delle oltre 300 richieste di partecipazione annua, il torneo a partire dal 1992 vede formazioni selezionate su invito e, non facendo parte del circuito dell’IRB, non prevede la partecipazione esclusiva di rappresentative nazionali ufficiali. Molte le squadre inglesi e britanniche presenti, prima fra tutte gli Harlequins co-fondatori del torneo.

I SAMURAI:
Una sorta di Barbarians del rugby a sette (anche se la selezione bianconera disputò e vinse molti tornei della versione a 7 giocatori del gioco ovale), i Samurai sono una selezione ad invito fondata nel 1996 da Terry Sands, quando al giocatore fu chiesto di formare una squadra che partecipasse alla 25a edizione del torneo di Amsterdam.

Ispirato dallo spirito della nazionale giapponese – inferiore fisicamente e tecnicamente agli avversari ma dotata di uno spirito combattivo e di un’indole votata alla corsa – che aveva visto da spettatore alla RWC ’95 in Sudafrica, Sands decise che il simbolo del Samurai sarebbe stato associato alla sua squadra.

Vinto il torneo di Amsterdam attraverso una performance di grande qualità e divise da gioco innovative, il club ad invito nel primo anno di vita vincerà tutti e tre i tornei a cui parteciperà, competendo negli anni a tornei ad Hong Kong, Dubai, Stati Uniti, Isole Cayman, Trinidad, Kenya, Portogallo, Zambia, Italia, Galles ed Inghilterra appunto.

L’invito al Middlesex Seven di Londra nel 2000 ha consacrato i Samurai a simbolo di culto del rugby a sette mondiale; praticamente tutti i più grandi campioni di questo sport ne hanno indossato la casacca, compreso il rossoblu Stefan Basson.

La fondazione della ditta di abbigliamento Samurai Sportswear nel 2000 ha, se possibile, divulgato ancora maggiormente il mito del club, che negli anni successivi ha conquistato i tornei di Lisbona (2002) ed Isole Cayman (2003). Ben 7 i tornei vinti nel 2004, oltre alla fondazione della squadra femminile, le Samurai Ladies, che vinceranno nel primo anno entrambi i tornei a cui prenderanno parte (Bulgaria e Dubai).

Altri 3 successi nel 2005: Roma, Isole Cayman ancora ed Amsterdam, dove maschile e femminile conquisteranno una doppietta storica.

Nella foto (gettyimages):
Marius Schoeman alza al cielo per i propri Samurai la coppa di vincitori del Middlesex Sevens 2010

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Ultime di mercato – Rovigo fa la Pace con Montauriol. Calanchini verso Prato?

7 agosto 2010

Samuele Pace e Jean Francois Montauriol. Due acquisti italiani, ufficializzati nel giro di due giorni, sono sicuramente quanto di meglio possibile per il neo-ds rossoblu Alejandro Canale, alle prese con un precampionato giunto ormai oltre la prima settimana, la piazza italiana del rugbymercato ormai svuotata da atleti appetibili, una rosa rossoblu che aggregati dalla Junior esclusi consta di soli 28 elementi (compresi però gli esordienti o quasi Jacopo Badocchi, Datola e Lunardon), mentre capitan Reato non sarà impiegabile sino ad ottobre ed un unico slot rimane libero per l’ingaggio di un giocatore di formazione straniera.

Casella per la quale sembra ormai certo l’arrivo del forte numero 8 jaguarense e di Tucuman, Jose Agustin Guzman.

Logico dunque l’orientamento volto all’ingaggio di atleti attualmente senza squadra per motivi svariati.

Da questo punto di vista, sulla partenza da Viadana di Samuele Pace, questo blog aveva espresso una propria ipotesi, che l’arrivo in Via Alfieri del potente trentenne ex-nazionale ala/estremo/centro emiliano fa ora sperare sia il più inconsistente possibile. Ci riferiamo alla pendenza di squalifica possibile per Pace dopo lo stamping  su Bacchetti, nella semifinale di andata dei playoff 2009/10.

Contestualmente, è da constatare l’ormai quasi certa e dolorosa perdita di Pablo Calanchini, a cui non sono valsi nemmeno gli sforzi di oltre 500 appassionati su di un noto social network e 4 anni di imprese in maglia bersagliere per una riconferma che – come il blog affermava qualche giorno fa – la società di Viale Alfieri avrebbe potuto sfruttare con modalità anche extrasportive. Per l’ala di Santa Fe si parla di un interessamento de I Cavalieri Toscana, un ambiente sanguigno molto simile a quello rodigino, dove Calanchini ritroverebbe gli amici De Rossi e Villagra.

Considerati i 90 kg per 185 cm di Samuele Pace, la sua duttilità di schieramento, la rinuncia al ritorno in rossoblu da parte di Stefano Ambrosio e l’assenza sul mercato di atleti con le caratteristiche di Gabriel Pizarro, è invece probabile che il piacentino/colornese venga testato da Polla Roux proprio all’altezza dei centri, anche pensando all’abbondanza di ali pure tra i rossoblu (Bacchetti, Stanojevic, Zorzi).

Jean Francois Montauriol, classe 1983, dinamico seconda/terza linea franco-italiano (la mamma è friulana) con presenze nell’Italia A ed in nazionale maggiore (un cap contro l’Inghilterra), durante la scorsa stagione al Casinò di Venezia venne, come si ricorderà, messo fuori squadra dal sodalizio lagunare per motivi disciplinari. Il giocatore lamentava pesanti arretrati di stipendio, arrivando al punto di chiedere la rescissione del contratto per accasarsi presso l’Agen, compagine francese di Pro D2 (che in questa stagione incontrerà la Rugby Rovigo Delta in Challenge Cup). Il club amaranto-oro chiese un indennizzo di 40 mila euro per il cartellino del giocatore ed il 4 dicembre Montauriol dichiarava l’arrivo nella città di Agen, attraverso il proprio profilo su un noto social network.

I 104 kg per 199 cm di Montauriol rappresentano – con l’ingaggio di Guzman – un completamento del pack bersagliere per quanto concerne i reparti di 2a e 3a linea, considerata la polivalenza in tal senso sia dell’atleta italo-francese che del milanese Matteo Foschi.

Dolenti note continuano però a risuonare in prima linea, orfana dello sfortunatissimo Gonzalo Buquete (alle prese con un complicato ritorno alla miglior forma dopo la grave frattura scomposta subita in Challenge Cup 2009/10) ma soprattutto di un Andrea De Marchi che, seppur 22enne, in due stagioni aveva rappresentato a sinistra una costanza di rendimento e caratteristiche tecnico-tattiche uniche per i rossoblu. Praticamente impossibile – ad inizio agosto – ingaggiare un atleta dell’età, italianità e qualità del neo-airone di Montebelluna.

Sul taccuino di Alejandro Canale sono comunque presenti ipotesi concrete rispetto all’ingaggio di un pilone sinistro puro; azione quantomai indispensabile, pensando soprattutto al fatto che per 3/8 il reparto di prima linea rossoblu è ora composto da atleti di 19/20 anni (Datola, Marzola, Quaglio), con poca o nulla esperienza del massimo livello italiano.

In questo senso l’incertezza legata al recupero fisico di Juan Cruz Legora potrebbe rivelarsi uno snodo fondamentale. In caso di mancata conferma del numero 9 argentino, per la Rugby Rovigo Delta si libererebbe un posto da straniero, che faciliterebbe l’ingaggio di un pilone di qualità di formazione estera. Anche così si spiega il ritorno di fiamma per Pietro Travagli, l’anno scorso quasi mai convincente in rossoblu.

PARTITI/ARRIVATI:
Alejandro Abadie/Agustin Guzman
Gonzalo Buquete/??????
Braam Immelman/Aaron Persico
Mark Burman/Jean Francois Montauriol
Schalk Van der Merwe/Matteo Foschi
Pablo Calanchini/Marko Stanojevic
Emanuel Pellegrini/Alberto Lunardon
Gabriel Pizarro/Samuele Pace
Andrea Pratichetti/??????
Riccardo Bocchino/Davide Duca
Andrea De Marchi/??????
Pietro Travagli/Michele Zanirato
Andrea Sartoretto/Alberto Zorzi

Nella foto (zimbio.com):
Samuele Pace e Jean Francois Montauriol, neo-acquisti rossoblu, entrambi ritratti in differenziata maglia azzurra.

Alejandro Abadie

Gonzalo Buquete

– Braam Immelman Aaron Persico                         –

Mark Burman Matteo Foschi                         –

Schalk Van der Merwe Jean Francois Montauriol         –

– Pablo Calanchini

Emanuel Pellegrini                    Alberto Lunardon                    –

– Gabriel Pizarro                      Samuele Pace                          –

– Andrea Pratichetti                 Alberto Zorzi                           –

Riccardo Bocchino                  Davide Duca                            =

– Andrea De Marchi

Pietro Travagli             Michele Zanirato                      –

Andrea Sartoretto                    Marko Stanojevic                    +

Pablo Calanchini, da bandiera rossoblu a bandiera da sventolare

2 agosto 2010

Dopo la querelle-Casellato, dopo il giallo Legora-Bustos, l’estate rossoblu è tinta da giorni dalla vicenda riguardante Pablo Calanchini. Com’è ormai noto l’ala-estremo di Santa Fe, pur avendo ultimamente  acquisito lo status di equiparato, non è stato confermato dalla nuova società bersagliere Rugby Rovigo Delta.

Indiscrezioni insistenti parlano di una differenza consistente tra domanda dell’atleta ed offerta della (nuova) dirigenza di Viale Alfieri, stando almeno a quanto Calanchini avrebbe percepito qualora Umberto Casellato fosse a tutt’oggi il tecnico della Rugby Rovigo e pensando soprattutto a come l’agente dell’atleta italoargentino sarebbe nientepopodimeno che l’ex presidente della Rugby Rovigo formato Cooperativa.

L’impressione è che il forte atleta sia vittima duplice, ed a tratti poco consapevole, della situazione non certo diplomatica vissuta dal sodalizio rodigino nell ultime settimane. Un caso che vede i propri picchi nella pagina di un noto quotidiano rodigino acquistata per incentivarne il ritorno ed un gruppo di sostegno con lo stesso intento creato sul più famoso social network mondiale e che a tutt’oggi conta più di 400 adesioni.

Alcuni insider dell’informazione rodigina assicurano che l’iniziativa – teoricamente e di per sè lodevole, anche per il suo pionierismo nel nostro paese – legata alla pagina di quotidiano sarebbe opera dell’ex-presidente ed agente del giocatore, mentre sempre da legami con l’ex presidente giunge la rivelazione – su un conosciuto settimanale rugbystico nazionale – sulla presunta cifra che la Rugby Rovigo Delta avrebbe proposto al 37enne di Santa Fe. Atteggiamento sul cui livello di deontologia crediamo sia possibile glissare.

Cosiccome è sin troppo facile individuare in tali manovre l’intento reazionario di una compagine societaria messa in disparte senza troppi complimenti ad inizio estate.

Ma è purtroppo parimenti semplice individuare chi esca sconfitto dalla spiacevole situazione attuale: la Rugby Rovigo Delta non può contare su un atleta simbolo delle ultime quattro stagioni. Giocatore dalle cui mete, atteggiamento in campo e fuori sono dipese in parte consistente la salvezza nella stagione 2006/07, la creazione di uno spirito di gruppo rivelatosi arma importantissima per centrare nei tre anni successivi un quinto, un quarto ed un secondo posto nella classifica finale di regular season di Super10 ed il ritorno allo status di beniamini per i giocatori rossoblu (basti pensare alla stima di cui gode Calanchini presso la tifoseria bersagliere, dai più piccoli ai tifosi più anziani e navigati).

A meno di clamorose sorprese, l’ingaggio di Alberto Zorzi, promettente ala/estremo, nazionale under20 di formazione Tarvisium, chiude le porte al ritorno di Pablo Calanchini, atleta che – come confermato dal d.s. fresco di nomina Alejandro Canale – non è e non sarà mai in discussione dal punto di vista tecnico.

Anche da quello umano, nello spogliatoio e fuori dal campo, aggiungiamo noi. Per questo un allacciamento di rapporti del tutto rinnovato con il giocatore – ovvero bypassando suoi sedicenti agenti italiani e liberandolo quindi dalle strumentalizzazioni di cui ora Calanchini è vittima certa – sarebbe un passo in avanti importantissimo per la cura dell’immagine e la costruzione di un clima positivo e credibile attorno alla nuova dirigenza di Viale Alfieri, dopo l’addio di altre colonne di difficile sostituzione quali De Marchi, Immelman e Pizarro (e su quest’ultimi due la responsabilità casellatiana è evidente).

Se dal punto di vista tecnico non occorre riferire, va invece considerato il ‘peso’ di stima ed affetto che la città nutre per il veterano di Santa Fe. Un sentimento la cui positività potrebbe avere ricadute a 360°, dal supporto generico, a quello sugli spalti, al riavvicinamento con i piccoli praticanti per il rilancio del vivaio tanto caro al nuovo gruppo dirigenziale.

Nella foto (facebook.com):
la pagina di quotidiano acquistata per favorire il ritorno a Rovigo da giocatore di Pablo Calanchini.